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Industria 4.0: 10 Domande e Risposte sulle agevolazioni

Ing. Massimo Zanardini

  November 15, 2022

Industria 4.0: 10 Domande e Risposte sulle agevolazioni 4.0
Industria 4.0: 10 Domande e Risposte sulle agevolazioni 4.0

Durante il nostro ultimo webinar “da Industria a Transizione 4.0, quali scenari per la trasformazione digitale delle imprese” abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con alcuni dei nostri clienti che hanno potuto usufruire dei benefici di Industria 4.0 per effettuare investimenti nelle loro aziende.

I nostri ospiti sono stati Marco Cantoni, Responsabile Acquisti presso Fondazione Teresa Camplani Onlus, Alessandro Sfreddo, Control Management presso Magli Intermodal Service srl e Valentina Fontana, Responsabile Ufficio Amministrativo presso Bonpress srl, intervistati dai nostri consulenti Tania Marchina e Massimo Zanardini.

Questa si è rivelata un’opportunità per analizzare i loro casi di successo e analizzare i benefici che i progetti hanno portato alle loro aziende. Le agevolazioni di Industria 4.0 hanno infatti permesso loro di effettuare investimenti che altrimenti avrebbero dovuto essere rimandati agli anni successivi.

Abbiamo infine toccato alcuni punti importanti riguardo alle agevolazioni di Industria 4.0 facendo chiarezza su alcuni dubbi e rispondendo alle domande dei partecipanti al webinar.

Uno degli argomenti toccati è quello dell’interconnessione dei macchinari in ottica Industria 4.0. e su come gestire le perizie dei macchinari stessi.

È infatti emerso come sia ancora limitata la cultura necessaria all’identificazione degli strumenti 4.0 anche da parte dei fornitori di macchinari, i quali spesso, non necessariamente in mala fede, definiscono i beni come 4.0 ready ma non specificano al cliente che questo non basta per accedere ai benefici.

Le 5+2 caratteristiche necessarie per definire il bene aderente alla transizione 4.0. vanno verificati in seguito alla installazione e la messa in funzione del bene, fino a quel momento il beneficio non è fruibile.

La perizia sui macchinari e gli aggiornamenti sul loro stato sono un’operazione fondamentale per poter accedere ai finanziamenti e il nostro Ingegnere Massimo Zanardini ha spiegato in modo esaustivo come gestire le perizie senza commettere errori che potrebbero inficiare l'ottenimento del beneficio.

Vuoi leggere i dettagli delle agevolazioni di Industria 4.0? Leggile qui:

Di seguito riportiamo le domande fatte dai partecipanti al webinar e le storie dei nostri clienti, a testimonianza di come le agevolazioni di Industri 4.0 possono aiutare le aziende nei processi di digitalizzazione e nella crescita nel medio lungo periodo.

1. I benefici di Industria 4.0 continueranno ad esserci anche nel 2023?

I benefici di Industria 4.0 continueranno ad esserci anche nel 2023, ad eccezione di Formazione 4.0 che si chiuderà il 31/12/2022 salvo revisioni nella Legge di Bilancio di fine anno. Gli altri benefici continueranno ad essere attivi anche nel 2023 con delle modifiche e revisioni riguardo alle aliquote agevolabili.

Ad esempio il Credito d’imposta beni strumentali è già stata prorogato al 2025, ma con aliquote sostanzialmente dimezzate rispetto a quelle attuali.

2. È possibile acquistare un macchinario per Industria 4.0 per la propria sede italiana e poi installarlo in una di proprietà situata all’estero?

No: il bene deve essere messo in funzione in un sito produttivo italiano, secondo la normativa. Non è concesso, per ottenere i benefici fiscali delle agevolazioni di Industria 4.0, acquistare il bene in Italia e poi trasferirlo in un impianto fuori confine.

3. Se un’azienda ha sede in Sicilia è possibile usufruire anche del Credito Sud oltre al Credito d’Imposta 4.0?

Assolutamente sì, le due misure sono cumulabili. Come abbiamo spiegato nel nostro articolo “Il credito d’imposta è cumulabile?” andrà effettuato un calcolo per verificare di non aver superato il 100% del valore del costo in termini di beneficio.

In generale le agevolazioni di Industria 4.0 sono cumulabili tra di loro e con altre agevolazioni, a patto che non sia esplicitato nella normativa.

4. Cosa si intende per Formazione 4.0?

Per Formazione 4.0si intende quell’attività svolta da personale interno sia con ruolo di docente ( con alcune specifiche caratteristiche), che come discente; oppure mediante l’erogazione di corsi da parte di formatori certificati e qualificati una platea di dipendenti in merito a specifiche aree definite dalla norma, in particolare riguardo alle tecnologie digitali 4.0 e alla digitalizzazione dei processi.

Si tratta di fatto di attività formative che possono essere sia ore d’aula che formazione erogata direttamente sul campo e che prevedono il coinvolgimento di diversi dipendenti.

5. Si può usufruire del credito d’imposta per i mezzi di trasporto?

No, nell’ambito logistica i mezzi di trasporto non rientrano nelle caratteristiche descritte dalla normativa Industria 4.0. In ambito logistico possono usufruire del Credito d’Imposta le macchine operatrici all’interno di hub terminalistici, le scaffalature intelligenti e i nastri trasportatori.

Nell’ambito portuale rientrano nelle agevolazioni di Industria 4.0 tutte le strumentazioni utilizzate per il carico/scarico materiale.

6. Quale documentazione è necessaria per il mantenimento delle condizioni e dei requisiti 4.0 negli anni successivi alla perizia?

La norma richiede di documentare il mantenimento dei requisiti 4.0 per i beni su cui è stata precedentemente eseguita una perizia asseverata. La normativa non definisce tuttavia in modo chiaro le modalità con le quali effettuare queste verifiche, dando perciò un buon grado di flessibilità.

La prassi utilizzata dagli enti certificatori o da chi svolge le perizie, prevede di andare a verificare puntualmente i requisiti nel caso in cui le condizioni in cui opera il bene vadano a modificarsi.

Se ad esempio è stata effettuata una perizia asseverata su un macchinario nel 2022 e nel 2023 questo viene spostato, messo in un altro sito produttivo, oppure l’azienda ha cambiato il proprio gestionale o il MES e di conseguenza le logiche di interconnessione, a fronte di questi cambiamenti che potrebbero impattare sui requisiti 4.0 precedentemente verificati nella perizia asseverata è bene procedere ad un’integrazione della perizia stessa.

Alcuni decidono di adottare un approccio ancora più tutelante, effettuando annualmente delle verifiche su tutti i beni attestati come Industria 4.0, andando quindi a verificare che i requisiti definiti nella perizia asseverata siano rimasti tali.

Questo si tratta quindi di un approccio proattivo in cui l’ente certificatore si muove su tutti i beni verificando che quanto definito nella precedente perizia sia ancora valido. Nel caso in cui il contenuto sia ancora valido il perito può rilasciare un attestato in cui dichiara che le condizioni descritte nella perizia asseverata non sono state modificate, oppure nel caso in cui si riscontrino delle difformità andrà ad effettuare una revisione della perizia stessa.

Non esiste ancora una specifica direttiva e quindi entrambi gli approcci sono validi. La scelta tra uno dei due approcci dipende anche dalla volontà dell’azienda di essere affiancata in modo continuo sulle attività svolte in passato oppure agire puntualmente negli ambiti in cui si ha la certezza che i requisiti e le condizioni del contorno sono stati in parte modificati.

7. Sono effettivamente utili le attestazioni che i fornitori propongono come 4.0 al momento della vendita dei beni?

Dal punto di vista del cliente che acquista un macchinario queste attestazioni servono relativamente a poco, poiché non hanno valenza legale.

Possono tuttavia essere utili per le persone esterne, come periti e certificatori, per prendere coscienza di come il bene è predisposto per essere Industria 4.0. Possono offrire quindi delle informazioni significative per completare la perizia e l’attività di verifica sul campo.

Dal punto di vista legale non hanno comunque alcuna validità e non sono un elemento sufficiente per dichiarare che il bene è 4.0.

La dichiarazione che un bene è effettivamente 4.0 non è eseguita dal fornitore ma dall’azienda quando ha implementato la strumentazione e il bene all’interno dei suoi processi produttivi.

8. Come possono essere agevolati i beni immateriali con Industria 4.0?

I beni strumentali immateriali sono agevolabili con il credito d’imposta beni strumentali. Possono essere agevolati:

  •  Sistemi MES, Sistemi SCADA e PLC: dall’Allegato B “software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della produzione con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio, come la logistica di fabbrica e la manutenzione”
  •  Sistemi di Schedulazione della produzione: dall’Allegato B “software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione e la ri-progettazione dei sistemi produttivi che tengano conto dei flussi dei materiali e delle informazioni” e “software, sistemi, piattaforme e applicazioni in grado di comunicare e condividere dati e informazioni sia tra loro che con l'ambiente e gli attori circostanti grazie ad una rete di sensori intelligenti interconnessi, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il dispatching delle attivita' e l'instradamento dei prodotti nei sistemi produttivi, software, sistemi”;
  •  Software per la Business Intelligence: dall’Allegato B “piattaforme e applicazioni per la gestione della qualità a livello di sistema produttivo e dei relativi processi, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l'accesso a un insieme virtualizzato, condiviso e configurabile di risorse a supporto di processi produttivi e di gestione della produzione e/o della supply chain (cloud computing), software, sistemi, piattaforme e applicazioni per industrial analytics dedicati al trattamento ed all'elaborazione dei big data provenienti dalla sensoristica IoT applicata in ambito industriale (Data Analytics & Visualization, Simulation e Forecasting);
  •  Software Controller per la gestione di dati e avanzamento lavori: dall’Allegato B “software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud”
  •  Software per la Cybersecurity: dall’Allegato B “software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la protezione di reti, dati, programmi, macchine e impianti da attacchi, danni e accessi non autorizzati (cybersecurity)”

9. Possono beneficiare di Industria 4.0 anche le fondazioni sanitarie?

Possono beneficiare del credito d’imposta beni strumentali e delle altre agevolazioni di Industria 4.0 tutte le attività che acquistano beni strumentali, per questo possono beneficiarne anche le fondazioni sanitarie.

Abbiamo parlato nel dettaglio di questo nel nostro articolo del blog “Il caso di una Fondazione in Lombardia”, che spiega come la Fondazione Teresa Camplani ha utilizzato le agevolazioni 4.0 per l’acquisto di macchinari per TAC, ecografi e strumenti per l’oculistica.

10. Le agevolazioni di Industria 4.0 sono retroattive?

Sì! Se un’impresa ha acquistato ed interconnesso dei beni strumentali negli anni 2020 e 2021 e non ha richiesto il credito d’imposta può ancora ottenerlo, con le aliquote relative all’anno di interconnessione del bene.

Se vuoi scoprire di più sulla retroattività delle agevolazioni 4.0 leggi il nostro articolo: Il credito d’imposta beni strumentali è retroattivo.

Guarda la registrazione delle Domande & Risposte del Webinar Industria 4.0

Scopri altre informazioni guardando la registrazione delle domande e risposte del webinar "da Industria a Transizione 4.0, quali scenari per la trasformazione digitale delle imprese" oppure clicca qui per vedere il webinar completo.

 

Autore:
Ing. Massimo Zanardini

 


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