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Credito d'Imposta per gli investimenti in nuovi beni strumentali

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Credito d'Imposta per gli investimenti in nuovi beni strumentali

Indice

1. Il nuovo credito d'imposta per gli investimenti in nuovi beni strumentali

2. Le novità della Legge di Bilancio sulla Nuova Sabatini

3. Chi può beneficiare del nuovo credito d’imposta beni strumentali?

4. Quali sono i beni che si possono finanziare con il credito d’imposta beni strumentali?

5. Come si utilizza l’agevolazione credito d'imposta per beni strumentali?

6. Alcune informazioni utili al tuo commercialista

7. Cos’è l’interconnessione dei beni strumentali?

8. Cosa serve per accedere al credito d’imposta beni strumentali?

1. BYE BYE IPER E SUPER AMMORTAMENTO: NUOVO CREDITO D’IMPOSTA PER GLI INVESTIMENTI IN NUOVI BENI STRUMENTALI

Il 2020 è partito alla grande, con la pubblicazione della nuova legge di Bilancio che mette ancora più i punti sulle i sugli investimenti produttivi.

La Legge di Bilancio 2020 ha delineato con maggiore precisione tutto il sistema legato alle agevolazioni fiscali previste nel Piano Nazionale Impresa 4.0 detto anche Transizione 4.0.

Fra le varie disposizioni ha introdotto l’incentivo fiscale del credito d’imposta per l’acquisto di nuovi beni strumentali.

La nuova agevolazione fiscale ha l’obiettivo di incentivare gli investimenti nuovi in strumentazioni che sono destinate a supportare l’evoluzione digitale e tecnologica dell’attività svolta.

Il credito di imposta permette alle imprese di usufruire di agevolazioni per l’acquisto di beni strumentali e/o beni immateriali nuovi per l’esercizio d’impresa. L’acquisizione deve avvenire dal 1gennaio al 31 dicembre 2020. Vengono accettati anche investimenti che avvengono al massimo per il 30 giugno 2021 se, entro la fine del 2020:

  •  risulti accettato il relativo ordine dal fornitore;
  •  risultino pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisto del bene.

Scordatevi del SUPER E IPERAMMORTAMENTO, dal 2020 prende piene il nuovo CREDITO D’IMPOSTA BENI STRUMENTALI.

2. NOVITA’ LEGGE DI BILANCIO 2021 RELATIVA AL CREDITO Di IMPOSTA BENI STRUMENTALI 2021

La nuova Legge di Bilancio 2021 non si è fatta attendere e di conseguenza la maggiorazione delle aliquote che riguarda il CREDITO DI IMPOSTA BENI STRUMENTALI 2021.

Ecco una tabella riassuntiva per capire al meglio le modifiche del CREDITO DI IMPOSTA BENI STRUMENTALI 2021.



TIPOLOGIA BENE PERIODO DI EFFETTUAZIONE INVESTIMENTO ALIQUITE E TETTI DI SPESA COMPRENSIVI NR. QUOTE DI UTILIZZO DI PARI IMPORTO
Beni materiali non 4.0 2021 10% fino a 2 milioni di euro
15% smart working fino a 2 milioni di euro
1
Beni immateriali non 4.0 2021 10% fino a 1 milione di euro 1
Beni materiali 4.0 2021 50% fino a 2,5 milioni di euro
30% oltre 2,5 e fino a 10 milioni di euro
10% oltre 10 e fino a 20 milioni di euro
3
Beni immateriali 4.0 2021 20% fino ad 1 milione di euro 3

3. Chi può beneficiare del nuovo credito d’imposta beni strumentali?

Possono beneficiare dell’agevolazione del credito d’imposta tutte le imprese italiane.

L’incentivo viene erogato indipendentemente da forma giuridica, settore economico di provenienza, dimensione, regime fiscale.

5. Quali sono i beni che si possono finanziare con il credito d’imposta beni strumentali?

I beni per i quali è possibile recuperare il credito d’imposta sono tutti i beni materiali strumentali nuovi.

Rientrano nell’incentivo gli investimenti in:

  •  beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0.
  •  beni immateriali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, ovvero software, sistemi, piattaforme, applicazioni.

5. Come si utilizza l’agevolazione credito d'imposta per beni strumentali?

Il credito d’imposta può essere utilizzato solo ed esclusivamente per compensazione nei propri modelli F24 e per quote annuali di pari importo, il cui numero varia a seconda della tipologia dell’investimento.

Il percentuale del beneficio del credito di imposta può cambiare a seconda dei beni acquistati e prevede un limite massimo di investimento.

Nella tabella, di facile comprensione, si potranno evincere le percentuali e il massimale dell’investimento.

TIPOLOGIA INVESTIMENTO CREDITO D’IMPOSTA LIMITE MASSIMO DI INVESTIMENTO NR. QUOTE DI UTILIZZO DI PARI IMPORTO
Investimenti per beni elencati nell’allegato A della L. 23/2016 40% Fino a 2,5 milioni di euro 5
Investimenti per beni elencati nell’allegato A della L. 23/2016 20% Da 2,5 milioni a 10 milioni di euro 5
Investimenti per beni elencati nell’allegato B della L. 23/2016 15% Fino a 700.000 euro 3
Investimenti in beni diversi da quelli compresi negli allegati A e B della L. 23/2016 (comma 188 L. 160/2019) 6% Fino a 2 milioni di euro 5

6. Alcune informazioni utili al tuo commercialista

E’ previsto che il credito d’imposta:

  •  non concorre alla determinazione del reddito imponibile e dell’IRAP (imposta regionale sulle attività produttive);
  •  non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e dei componenti negativi;
  •  è cumulabile con altre agevolazioni che hanno come oggetto gli stessi costi, purché tale somma poi non superi il costo sostenuto per l’investimento stesso.

La decorrenza del diritto di utilizzo del credito d’imposta potrà avvenire a partire dall’anno successivo:

  •  a quello in cui i beni acquistati entrano in funzione, per i beni strumentali diversi dagli allegati A e B della legge 232/2016;
  •  a quello in cui avviene l’interconnessione del bene per gli investimenti in beni materiali ed immateriali Industria 4.0 (allegati A e B della L. 232/2016).

7. Cos’è l’interconnessione dei beni strumentali?

In questi ultimi anni, in cui la parola più utilizzata in campo manifatturiero è DIGITALIZZAZIONE, andiamo a chiarire cosa si intende per beni materiali interconnessi. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha spiegato meglio il concetto, affermando che un bene si considera interconnesso quando:

  •  scambia informazioni con sistemi interni (es.: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (es.: clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.)
  •  sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (es.: indirizzo IP)

8. Cosa serve per accedere al credito d’imposta beni strumentali?

Le aziende che intendono usufruire del Credito d’imposta beni strumentali dovranno prima di tutto contattarci, sarà nostra premura mandare il nostro incaricato, ovvero un Ingegnere o un perito industriale, a verificare e accertare che i macchinari siano interconnessi e vengano rispettati i 5+2 requisiti di INDUSTRIA 4.0. Il tecnico rilascerà una perizia giurata. Se i beni acquistati hanno un costo unitario che non supera i 300.000 euro basterà rilasciare una dichiarazione redatta dal legale rappresentante dell’azienda stessa.

Sarà inoltre necessario effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico con il fine di fornire le informazioni necessarie per valutare il sistema di agevolazioni fruito dall’azienda. Sarà, infatti, il MISE ad avere la responsabilità di effettuare il monitoraggio delle fruizioni del credito d’imposta.

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