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Credito d'Imposta per gli investimenti in nuovi beni strumentali

Entità Contributo Fino al 40% per beni materiali - Fino al 50% per beni immateriali
Tipo di Agevolazione
Contributo a fondo perduto
Contributo automatico
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Credito d'Imposta per gli investimenti in nuovi beni strumentali

Indice

1. Chi può beneficiare del Credito d’Imposta Beni Strumentali?

2. Quali sono i Beni che si possono finanziare con il Credito d’Imposta Beni Strumentali?

3. Credito d’Imposta Beni Strumentali: le aliquote

4. Interconnessione dei Beni Strumentali 4.0

5. Come accedere al Credito d’Imposta Beni Strumentali?

6. La Perizia Tecnica e il Credito d’Imposta Beni Strumentali

7. Il Credito d’Imposta Beni Strumentali è Cumulabile?

8. Come si utilizza il Credito d’Imposta Beni Strumentali

9. Informazioni utili per il tuo Commercialista

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Abbiamo creato una guida completa per il Credito d'Imposta 2022, scaricala subito per scoprire se la tua impresa può ottenere il beneficio. Scaricala subito!

Chi può beneficiare del Credito d’Imposta Beni Strumentali?

Possono beneficiare dell’agevolazione tutte le imprese residenti in Italia, incluse anche le stabili organizzazioni di soggetti non residenti (cioè le imprese che hanno una sede fissa di affari per mezzo della quale esercitano in tutto o in parte la loro attività in Italia).

L’incentivo viene erogato indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di provenienza, dalla dimensione e dal regime fiscale.

Il credito d'imposta per gli investimenti in altri beni strumentali materiali non tecnologicamente avanzati, è riconosciuto anche agli esercenti arti e professioni, ai soggetti aderenti al regime forfetario, alle imprese agricole ed alle imprese marittime

Cosa sono i Beni Strumentali? Scoprilo leggendo il nostro articolo "Beni strumentali: cosa sono e quali sono"

Sono invece escluse dall’agevolazione:

  •  Le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo e altra procedura concorsuale.
  •  I destinatari di sanzioni interdittive che derivano dalla violazione delle norme sulla responsabilità amministrativa delle persone.

La fruizione del beneficio è condizionata dal rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro e dal regolare versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Che cos'è un credito d'imposta?

Che cos’è un credito d’imposta? Un credito d’imposta è un credito, verso lo Stato, che riduce le imposte dovute e che viene restituito attraverso la dichiarazione dei redditi.

Quali sono i Beni che si possono finanziare con il Credito d’Imposta Beni Strumentali?

I beni per i quali è possibile recuperare il credito d’imposta sono tutti i beni materiali strumentali nuovi.

Rientrano nell’incentivo gli investimenti in:

  •  beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0.
  •  beni materiali non interconnessi, detti anche beni strumentali non 4.0 (Ex Super-Ammortamento)
  •  beni immateriali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, ovvero software, sistemi, piattaforme, applicazioni.

Ai fini dell’accesso al Credito d’imposta, le aziende dovranno:

  •  conservare la documentazione che dimostra l’effettivo sostenimento delle spese e la corretta determinazione dei costi agevolabili,
  •  disporre di fatture ed altri documenti inerenti gli acquisti dei beni, che contemplino una dicitura con l’espresso riferimento alla Legge di riferimento, rispettivamente, “Beni agevolabili ai sensi dell’articolo 1, commi 184-197 Legge 160/2019” oppure “Beni agevolabili ai sensi dell’articolo 1, commi 1054 Legge n. 178/2020”.

Credito d’Imposta Beni Strumentali: le aliquote

Possiamo riassumere le aliquote in questa tabella, che mostra l’andamento degli incentivi negli anni futuri. Le aliquote variano in base alla tipologia di bene:

Annualità

Aliquote per Beni Strumentali Materiali 4.0 – Allegato A

Aliquote per Beni Strumentali Immateriali – Allegato B

Aliquote per Beni Strumentali non 4.0 – Ex Super-Ammortamento

2021

  • 50% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 30% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

20% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro.

10% per investimenti fino a 2 milioni di euro

2022

  • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

50% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro.

6% per investimenti fino a 2 milioni di euro

2023

  • 20% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 10% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro
  • 5% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

20% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro.

Non più disponibile

2024

15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro.

Non più disponibile

2025

10% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro.

Non più disponibile

Interconnessione dei Beni Strumentali 4.0

In questi ultimi anni, in cui la parola più utilizzata in campo manifatturiero è DIGITALIZZAZIONE, andiamo a chiarire cosa si intende per beni materiali 4.0 interconnessi. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha spiegato meglio il concetto, affermando che un bene si considera interconnesso quando:

  •  scambia informazioni con sistemi interni (es.: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (es.: clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.)
  •  sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (es.: indirizzo IP)

Come accedere al Credito d’Imposta Beni Strumentali?

Le aziende che intendono usufruire del Credito d’imposta beni strumentali dovranno prima di tutto contattarci, sarà nostra premura mandare il nostro incaricato, ovvero un Ingegnere o un perito industriale, a verificare e accertare che i macchinari siano interconnessi e vengano rispettati i 5+2 requisiti di INDUSTRIA 4.0.

Per quanto riguarda i beni materiali e immateriali tecnologicamente avanzati, le imprese sono tenute ad allegare una perizia tecnica semplice, redatta da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali.

Il tecnico rilascerà una perizia giurata. Se i beni acquistati hanno un costo unitario che non supera i 300.000 euro basterà rilasciare una dichiarazione redatta dal legale rappresentante dell’azienda stessa.

Sarà inoltre necessario effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico con il fine di fornire le informazioni necessarie per valutare il sistema di agevolazioni fruito dall’azienda. Sarà, infatti, il MISE ad avere la responsabilità di effettuare il monitoraggio delle fruizioni del credito d’imposta.

La perizia tecnica e il credito d’imposta 2021

Per attestare che il bene sia 4.0 e che vengano rispettati i requisiti previsti dalla normativa Transizione 4.0 è necessario svolgere una perizia tecnica.

La perizia tecnica, risulta obbligatorio e irrinunciabile tutte le categorie di beni dell’allegato A e dell’allegato B, con bene di importo superiore a 300.000 euro.

La perizia tecnica non è obbligatoria per beni ordinari.

La redazione della perizia tecnica, tralasciando per un momento la normativa e l’obbligatorietà della stessa, è sempre consigliabile.

La perizia tecnica viene redatta a tutela dell’azienda che acquista ed interconnette il macchinario e consiste in un riconoscimento formale dell’agevolazione legata al credito d’imposta per l’acquisto di beni 4.0.

Nel vecchio strumento agevolativo, ovvero iperammortamento il valore per cui era indispensabile ed obbligatorio svolgere la perizia tecnica ammontava a 500.000,00 euro, mentre attualmente lo strumento del credito d’imposta per l’acquisto di beni 4.0 l’importo per cui sorge obbligatorio fare una perizia tecnica è 300.000,00 euro. Se la perizia tecnica non viene effettuata, l’azienda non avrà diritto ad ottenere l’agevolazione del credito d’imposta 2021 e il credito d’imposta 2022.

Se l’importo del macchinario è inferiore a 300.000 euro, la normativa del credito d’imposta beni strumentali dice che è sufficiente un’autodichiarazione redatta dal legale rappresentante dell’impresa e che attesti che il bene è 4.0ed alcune caratteristiche tecniche, ma soprattutto che il bene rispetta i 5+2 requisiti richiesti per poter usufruire del credito d’imposta beni strumentali.

La perizia tecnica per avere un valore legale, deve essere rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali.

Riassumendo, la perizia tecnica è un certificato che attestata la conformità del macchinario. I beni oggetto di perizia tecnica possiedono tutte le caratteristiche per rientrare negli elenchi di cui ai richiamati allegati A e B (legge 232/2016) e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

La perizia tecnica, oltre ad essere garanzia per l’azienda e sicuramente valore aggiunto per l’intera pratica.

Il credito d'imposta beni strumentali è cumulabile?

Il credito d'imposta 2021 e il credito d’imposta 2022 per l'acquisto di beni strumentali 4.0 è un’agevolazione fiscale che non concorre alla formazione del reddito.

Il credito d'imposta è un’agevolazione cumulabile con altri strumenti che abbiano ad oggetto le stesse spese. L’unica condizione è che il totale del cumulo delle agevolazioni non superi l’intero costo sostenuto per l’acquisto.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, si schiera a fianco dell’imprenditoria italiana promuovendo ogni anno, con la Legge di Bilancio, nuove agevolazioni (o rifinaziamenti) a supporto delle imprese che investono in nuovi macchinari tecnologicamente avanzati.

Sommando queste agevolazioni è possibile ottenere un contributo del 100 per cento del costo del bene.

Il credito d'imposta 2021 e 2022 per l'acquisto di beni strumentali 4.0 si può cumulare con i seguenti strumenti agevolativi:

Come si utilizza l’agevolazione credito d'imposta per beni strumentali?

Il credito d’imposta può essere utilizzato solo ed esclusivamente per compensazione nei propri modelli F24 e per quote annuali di pari importo, il cui numero varia a seconda della tipologia dell’investimento a decorrere dall’anno di entrata in funzione o di interconnessione del bene.

È ammessa la fruizione in un’unica quota annuale per i soggetti con un volume di ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro, limitatamente agli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali ordinari effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2021.

La percentuale del beneficio del credito di imposta può cambiare a seconda dei beni acquistati e prevede un limite massimo di investimento.

Come funziona il Credito d'Imposta Beni Strumentali - Credit Team

Alcune informazioni utili al tuo commercialista

E’ previsto che il credito d’imposta:

  •  non concorre alla determinazione del reddito imponibile e dell’IRAP (imposta regionale sulle attività produttive);
  •  non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e dei componenti negativi;
  •  è cumulabile con altre agevolazioni che hanno come oggetto gli stessi costi, purché tale somma poi non superi il costo sostenuto per l’investimento stesso.

La decorrenza del diritto di utilizzo del credito d’imposta potrà avvenire a partire dall’anno successivo:

  •  a quello in cui i beni acquistati entrano in funzione, per i beni strumentali diversi dagli allegati A e B della legge 232/2016;
  •  a quello in cui avviene l’interconnessione del bene per gli investimenti in beni materiali ed immateriali Industria 4.0 (allegati A e B della L. 232/2016).

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