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Green Deal Europeo: le novità per la finanza agevolata

Tania Marchina | Consulente Finanza Agevolata

  November 25, 2022

Green Deal Europeo: tutte le novità della finanza agevolata
Green Deal Europeo: tutte le novità della finanza agevolata

È stato pubblicato dal Comitato europeo delle regioni (CdR) il primo manuale sul Green Deal Europeo, uno strumento fondamentale e in grado di fornire informazioni sugli aiuti finanziari e gli strumenti tecnici per raggiungere l’obiettivo di un’economia green, sostenibile e a zero emissioni.

L’obiettivo è quello di fornire indicazioni sulle misure da mettere in atto a livello nazionale e regionale e sugli incentivi che verranno messi in atto dall’Unione Europea.

Il Green Deal Europeo è un insieme di iniziative politiche proposte dalla Commissione Europea, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050.

Di conseguenza, per raggiungere gli obiettivi del Green Deal Europeo, la Commissione Europea si è impegnata a mobilitare almeno 1.000 miliardi di euro per investimenti sostenibili nel prossimo decennio. Il Green Deal Europeo prevede che il 30% del bilancio pluriennale UE (anni 2021-2028) sia destinato agli investimenti verdi.

Non solo: i paesi dell’UE devono destinare almeno il 37% dei finanziamenti ricevuti nell’ambito del Piano di Ripresa e Resilienza a riforme che sostengano gli obiettivi in materia di clima.

I vantaggi del New Green Deal Europeo

"I cambiamenti climatici e il degrado ambientale sono una minaccia enorme per l'Europa e il mondo. Per superare queste sfide, il Green Deal europeo trasformerà l'economia dell'UE in un'economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva."

Fonte: sito web dell'Unione Europea

Il Green Deal Europeo è stato creato per portare molti vantaggi all'industria e alle persone dell'Unione Europea. Ecco quali sono i vantaggi che l'Unione Europea desidera portare con le novità del Green Deal:

I vantaggi del Green Deal Europeo: tutte le novità della finanza agevolata

Gli interventi del Green Deal Europeo

È chiaro quindi che il Green Deal Europeo porterà, nei prossimi anni, moltissime importanti opportunità di finanza agevolata, che permetteranno alle imprese di rinnovare i propri processi e diminuire le emissioni di gas serra ed assicurare quindi la mitigazione degli impatti ambientali generati dalle attività svolte.

Ecco un’anticipazione di tutti i macro-programmi che il Green Deal Europeo prevede per gli Stati e di conseguenza le imprese. Il programma di investimenti comprende sei azioni fondamentali:

  • 1.  NextGenerationEU, piano per la ripresa dell’Europa
  • 2.  Dispositivo per la ripresa e la resilienza
  • 3.  Meccanismo per una transizione giusta
  • 4.  Obbligazioni verdi NextGenerationEU
  • 5.  Finanza sostenibile
  • 6.  Sostegno alle riforme per la transizione verde

1. Green deal europeo: NextGenerationEU, piano per la ripresa dell’Europa

NextGenerationEU è un’occasione unica per trasformare l’Europa nell’economia del futuro, uscendo più forti dalla pandemia. Il piano per la ripresa dell’Europa prevede un investimento pari a 806,9 miliardi di euro.

NextGenerationEU prevede investimenti per la modernizzazione e la sostenibilità ambientale, tramite investimenti volti a supportare:

  •  la ricerca e l’innovazione, portate avanti con il programma Orizzonte Europa;
  •  le transizioni climatiche e digitali eque, attraverso il fondo per una transizione giusta e il programma Europa Digitale;
  •  la preparazione, la ripresa e la resilienza, attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza, rescEU e un nuovo programma per la salute EU4Health;
  •  la modernizzazione di politiche tradizionali, come la politica di coesione e la politica agricola comune, per massimizzare il loro contributo alle priorità dell'Unione;
  •  la lotta ai cambiamenti climatici, a cui verrà riservato il 30% dei fondi europei, la più alta percentuale di sempre per il bilancio dell'UE;
  •  la protezione della biodiversità;
  •  la parità di genere.

2. Green deal europeo: dispositivo per la ripresa e la resilienza

Il dispositivo per la ripresa e la resilienza è uno strumento promosso dalla Commissione Europea per attenuare l’impatto economico e sociale della pandemia del coronavirus e rendere le economie e le società europee più sostenibili.

Il dispositivo per la ripresa e la resilienza è entrato in vigore il 19 febbraio 2021 e finanzia le riforme e gli investimenti degli Stati dall’inizio della pandemia, febbraio 2020, fino al 31 dicembre 2026.

Per ottenere il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza gli Stati membri presentano i loro Piani di Investimento alla Commissione Europea, per ricevere i finanziamenti.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Italiano contiene una serie di agevolazioni e informazioni sulla destinazione del fondo europeo: scopri di più sul PNRR cliccando qui.

3. Green deal europeo: Meccanismo per una transizione giusta

Il Meccanismo per una Transizione Giusta è lo strumento chiave per garantire che la transizione dell’economia europea ad una nuova economia circolare avvenga in modo equo e non lasci indietro nessuno.

Il Meccanismo per una transizione giusta presenta tre pilastri:

  • 1.  Un fondo per la transizione giusta, di 19,2 miliardi di euro;
  • 2.  Il regime per una transizione giusta nell’ambito di InvestEU che fornirà una garanzia di bilancio;
  • 3.  Un nuovo strumento di prestito per il settore pubblico che combinerà 1,5 miliardi di euro di sovvenzioni con 10 miliardi di euro di prestiti della Banca Europa;

Il fondo per una Transizione Giusta sarà utilizzato per garantire a tutti gli Stati Europei una transizione ecologica corretta.

4. Green deal europeo: Obbligazioni verdi NextGenerationEU

Questa misura, denominata SURE (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency), mette a disposizione degli stati membri dei mezzi finanziari per contrastare le conseguenze economiche e sociali della pandemia di Covid 19 sul territorio e sulle persone.

Per finanziare il piano la Commissione può emettere fino a 100 miliardi di euro di obbligazioni di obbligazioni sociali. I fondi raccolti vengono messi a disposizione degli stati membri UE attraverso finanziamenti back-to-back.

5. Green deal europeo: Finanza sostenibile

L’Unione Europea sta valutando le azioni da intraprendere per integrare la sostenibilità all’interno della propria politica finanziaria, in modo da sostenere le azioni del Green Deal Europeo.

La finanza sostenibile si riferisce al processo in cui vengono tenute in considerazione le politiche ambientali, sociali e di governance (ESG) nel momento in cui vengono prese decisioni in ambito finanziario, ad esempio riguardo agli investimenti di lungo termine per progetti economici sostenibili.

I fattori ambientali da tenere in considerazione possono riguardare l’ambiente e i cambiamenti climatici la conservazione della biodiversità, l’inquinamento e l’economia circolare.

Quelli sociali riguarderanno invece la disuguaglianza, l’inclusività, gli investimenti in capitale umano e i diritti umani, mentre quelle di governance servono a garantire l’inclusione delle considerazioni sociali all’interno dei processi decisionali.

Nella politica dell’unione europea adottare azioni di finanza sostenibile significa infine mettere a disposizione dei finanziamenti per sostenere la crescita economica e ridurre allo stesso tempo le pressioni sull’ambiente, tenendo conto degli aspetti ESG, raggiungendo gli obiettivi del Green Deal Europeo.

Le prime azioni messe in atto riguardano la divulgazione aziendale di informazioni relative al clima, l’utilizzo di etichette che riportano i parametri di benchmark ESG e l’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari.

6. Green deal europeo: Sostegno alle riforme per la transizione verde

La Commissione Europea sostiene gli stati membri dell’Unione Europea nella progettazione e attuazione di riforme a sostegno della transizione verde e in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi contenuti all’interno del Green Deal Europeo.

Alcune delle azioni riguardano o riguarderanno i seguenti aspetti:

Azione per il clima e la riduzione delle emissioni

La riduzione delle emissioni è uno dei punti centrali del Green Deal Europeo e l’UE ha fissato l’obiettivo del raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050.

Nei prossimi anni verranno pertanto messe in atto delle misure per supportare gli stati membri nell’attuazione delle politiche climatiche.

Alcuni esempi di supporto agli stati sono:

  •  Sviluppo di politiche climatiche e piani d’azione per la riduzione delle emissioni di gas serra
  •  Supporto per un corretto sfruttamento del suolo e delle foreste, inclusa la pianificazione urbana e incentivi per le città Smart
  •  Migliorare la gestione delle coste e ridurre il rischio di alluvioni e erosione dei territori costieri
  •  Sviluppo di soluzioni green per mitigare le ondate di calore, la siccità e le alluvioni nelle zone urbane
  •  Riduzione delle emissioni attraverso l’attuazione degli strumenti finanziari del sistema di scambio di quote di emissione
  •  Sviluppo di finanziamenti a sostegno degli investimenti in energie rinnovabili e in efficienza energetica
  •  Migliorare gli investimenti per l’efficienza energetica degli edifici
  •  Definizione e attuazione di politiche in materia di mobilità sostenibile

Solo Transizione

Le sfide del Green Deal Europeo non saranno le stesse per i vari stati membri. Infatti alcune regioni presentano un’elevata dipendenza dai combustibili fossili e molte industrie ad alta intensità di carbonio.

Queste imprese saranno colpite in modo particolarmente pesante e andranno in contro ad una profonda trasformazione economica e sociale.

La Commissione Europea si sta mobilitando per fornire supporto agli stati membri che subiranno le conseguenze più importanti.

Sviluppo sostenibile

L’Unione Europea si impegnerà per attuare azioni di supporto in base a quanto descritto nell’Agenza 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Alcuni degli obiettivi riguarderanno lo sviluppo di piani d’azione per migliorare il benessere e garantire la stabilità economica dei cittadini delle zone rurali e una strategia di sviluppo sostenibile per il 2050.

Energia

La decarbonizzazione delle città e dei settori economici è un altro punto centrale per raggiungere gli obiettivi climatici legati al Green Deal Europeo. Sarà inoltre necessario rendere le nuove fonti energetiche sicure e convenienti per le imprese.

Esempi di supporto per l’energia pulita e l’efficienza energetica:

  •  Adeguamento al quadro legislativo per aumentare le quote di energia rinnovabile
  •  Definizione di misure politiche per promuovere l’efficienza energetica
  •  Progettare e promuovere la competitività del mercato dell’energia
  •  Rimuovere gli ostacoli legati ai servizi per l’energia pulita
  •  Supporto alla pianificazione delle iniziative di efficientamento energetico

Trasporti e mobilità

I trasporti rappresentano una delle principali cause di inquinamento e un quarto delle emissioni di gas serra delle città europee.

È quindi necessario sviluppare trasporti intelligenti, sostenibili ed efficienti, rendendo le soluzioni accessibili e convenienti.

Ambiente ed economia circolare

Queste misure serviranno a supportare gli stati nell’attuazione delle politiche e strategie ambientali legate alla protezione del capitale naturale dell’Unione Europea.

I punti cruciali riguarderanno la definizione delle politiche regionali e nazionali per la gestione dei rifiuti, strategie per lo sviluppo dell’economia circolare e strumenti per la decarbonizzazione delle industrie e per la gestione delle acque e dei servizi idrici.

Ricerca e innovazione

La transizione digitale ha portato un profondo impatto al modo di vivere e di fare impresa e gli stati europei devono essere in grado di sfruttare questo fenomeno a proprio vantaggio, progettando soluzioni innovative e favorendo la collaborazione tra aziende ed enti di ricerca.

Le azioni della Commissione serviranno appunto a rafforzare la collaborazione tra imprese e istituti di ricerca, condividendo pratiche e conoscenze e migliorando le conseguenze le performance innovative delle piccole e medie imprese.

Rendere più ecologiche le finanze pubbliche e private

Il successo del Green Deal Europeo dipende fortemente dall’entità degli investimenti che verranno messi a disposizione delle imprese.

I governi nazionali dovranno inoltre favorire le iniziative orientando la spesa pubblica verso le politiche sostenibili e stimolando la domanda di beni e servizi sostenibili.

Alcuni supporti riguarderanno:

  •  Il rafforzamento degli investimenti pubblici relativi alla green economy
  •  Progettare una tassazione verde
  •  Attuare le linee guida dell’Unione Europea riguardo al bilancio di sostenibilità
  •  Sviluppo di un piano d’azione per la finanza sostenibile
  •  Implementazione di schemi di obbligazioni verdi

Green new Deal: il nuovo bando Italiano per la trasformazione Green

Il Green New Deal sostiene attraverso delle agevolazioni finanziarie la realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione nell’ambito della transizione ecologica e digitale in linea con gli obiettivi messi in evidenza nel Green Deal Europeo. Leggi il bando Green New Deal qui.

Le agevolazioni sono destinate ai progetti delle imprese ammesse ai finanziamenti agevolati FRI (Fondo rotativo per il sostegno delle imprese e gli investimenti in ricerca). L’intervento è inoltre disciplinato dal decreto del 1° dicembre 2021 del Ministro dello Sviluppo Economico in concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze.

L’agevolazione è rivolta ad imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca.

In particolare i progetti finanziabili sono quelli in linea con i seguenti obiettivi del Green New Deal:

  •  decarbonizzazione dell’economia
  •  economia circolare
  •  riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
  •  rigenerazione urbana
  •  turismo sostenibile
  •  adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico

Le agevolazioni si traducono in un finanziamento agevolato del FRI di un importo pari al 60% dei costi di progetto, accompagnati da finanziamenti bancari per il 20% e in presenza di idonea attestazione creditizia.

I contributi a fondo perduti avranno invece le seguenti aliquote:

  •  del 15% come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione;
  •  del 10% come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

 

Autore:
Tania Marchina | Consulente Finanza Agevolata

 


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