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Curatori fallimentari - Credit Team
Curatori fallimentari - Credit Team

Una vicenda che mi ha particolarmente scosso ed inorridito di recente è stata quella che ha tristemente coinvolto il Sig. Sergio Bramini, un imprenditore monzese fallito nonostante vantasse un credito di 4 milioni di €uro verso lo Stato Italiano.

Un paradosso bello e buono di uno Stato inadempiente che costringe a portare i libri in Tribunale ed espone ad una sequela di eventi sfortunati e a significativi drammi umani.


Come gestire il fallimento di un'azienda - Credit Team

Senza entrare nel merito di questo caso risucchiato in un vero e proprio vortice mediatico, vorrei porre la mia attenzione su ciò che segue alla dichiarazione di fallimento e sulla conseguente attività del curatore fallimentare.

Cosa succede dopo che un’impresa fallisce? Quali sono le attività che investono la curatela?

CHI È IL CURATORE FALLIMENTARE?

E’ l’attore principale della fase fallimentare, un pubblico ufficiale ausiliario del giudice delegato (possono essere incaricati a svolgere funzioni di curatore per esempio avvocati, ragionieri, commercialisti, revisori contabili, sindaci, direttori generali), nominato dalla sezione fallimentare del Tribunale con la stessa sentenza dichiarativa del fallimento.

QUAL È IL RUOLO DEL CURATORE E QUALI SONO I SUOI ADEMPIMENTI?

Il curatore fallimentare svolge un ruolo fondamentale e di impulso per la tutela giurisdizionale dei diritti di credito del ceto dei creditori, che si traduce nella ricostituzione del patrimonio del fallito per favorire la migliore soddisfazione dei crediti concorsuali.

Secondo l’articolo 27 della Legge Fallimentare. Il curatore è nominato con la sentenza di fallimento, o in caso di sostituzione o di revoca, con decreto del Tribunale e viene investito della completa amministrazione del patrimonio del fallito sotto la vigilanza del giudice delegato (che funge da mero supervisore della legalità della procedura) e del comitato dei creditori.

Di seguito una breve carrellata delle attività più pregnanti e significative alle quali il curatore è preposto:

  • In primis ed in via generale, ha il compito di amministrare l’attività dimensionale (oltre al patrimonio) del fallito, cercando di incrementarne l’attivo per la soddisfazione del ceto creditorio, partendo dalla redazione dell’inventario;
  • Secondariamente, a norma dell’art. 33 l.f. svolge, con la diligenza del buon padre di famiglia, una particolareggiata relazione (nella quale si esprime tutta la centralità del suo ruolo unitamente all’attività di seguito indicata);
  • Il dinamismo del curatore trova poi piena enfasi nella redazione del programma di liquidazione ex art. 104. Ter l.f., il quale va sottoposto all’autorizzazione del comitato dei creditori e che dev’essere completato entro sessanta giorni dalla redazione dell'inventario e, in ogni caso, non oltre centottanta giorni dalla sentenza dichiarativa di fallimento. All’interno di questo ampio programma rientrano anche azioni civili con finalità ripristinatoria e recuperatoria che consentano di ripristinare lo status quo ante ed ampliare la garanzia patrimoniale del fallito a favore dei creditori. Si pensi ad esempio:

    1. all’azione revocatoria ex art. 67 l.f. 1. di ogni atto negoziale a titolo oneroso o atto estintivo di debiti o garanzie costituite in pregiudizio dei creditori in un periodo sospetto anteriormente alla dichiarazione di fallimento (in questo caso l’azione del curatore è mirata a ripristinare il patrimonio depauperato dalla condotta del fallito),

    2. oppure alla costituzione di parte civile in caso di bancarotta fraudolenta (la cui finalità risarcitoria andrà ad accrescere la percentuale di pagamento dei crediti concorsuali, sommandosi all’attivo già esistente al momento della dichiarazione di fallimento);

    3. o ancora all’azione di inefficacia ex art 44 l.f. 2. oppure alla costituzione di parte civile in caso di bancarotta fraudolenta (la cui finalità risarcitoria andrà ad accrescere la percentuale di pagamento dei crediti concorsuali, sommandosi all’attivo già esistente al momento della dichiarazione di fallimento);

    4. 4. o, per ultima ma non meno importante, all’azione di recupero dei crediti, qualora il fallito vantasse un credito liquido, certo ed esigibile nei confronti di clienti morosi.

L’ESPERIENZA DI CREDIT TEAM AL SERVIZIO DELLA CURATELA

In quest’ultimo contesto, dietro autorizzazione del Giudice Delegato, Credit Team offre alla curatela la sua esperienza e professionalità per recuperare i crediti del fallito rimasti impagati, attivandosi per ripristinare il patrimonio (ora di pertinenza del fallimento) e garantendo la migliore soddisfazione del ceto dei crediti ammessi al passivo fallimentare.

Il nostro punto di forza è la tempestività: capita sovente, infatti, che i clienti morosi del fallito perseverino nell’adottare comportamenti morosi e dissipatori una volta che vengono a conoscenza della dichiarazione di fallimento (come se questo evento sfortunato fosse la condicio sine qua non per autoannullarsi il debito) e, nelle more dell’esecuzione dei vari adempimenti, la curatela è materialmente impossibilitata ad attivarsi prontamente per scongiurare liquidazioni, cessazioni di attività o, a sua volta, fallimenti dei debitori dell’impresa fallita.

Credit Team, per contro, agendo tempestivamente nell’espletamento di un mandato della durata di soli 90 giorni, potrà risolvere in via stragiudiziale eventuali e pretestuose controversie commerciali e perfezionare transazioni che andranno ad accrescere il patrimonio del fallito da liquidare per soddisfare pienamente il ceto creditorio.

Credit Team mette in campo la propria esperienza in materia di recupero dei crediti a supporto della curatela fallimentare, allo scopo di ripristinare il patrimonio del fallito e ricostituire l’attivo fallimentare (per maggiori informazioni scarica la nostra presentazione).



Franklin Delano Roosevelt diceva: Mai prima d’ora abbiamo avuto così poco tempo per fare così tanto. Affidati alla nostra esperienza per essere sempre in anticipo sul ritardo!



    

Leggi la brochure sulla curatela fallimentare




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