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ANALISI SUL FILO DELL’ANNOSO DILEMMA TRA DIRITTO DI CREDITO E RISPETTO DEI DIRITTI UMANI

Giancarlo | Direzione Operativa Recupero Crediti

 July 26, 2019

recupero crediti brescia - recupero crediti milano - recupero stragiudiaziale
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Avrà senz’altro pensato di mettere in pratica l’hashtag di Papa Francesco “#ACCOGLIERE, PROTEGGERE, PROMUOVERE, INTEGRARE” il suo elemosiniere, Cardinale Konrad Krajewski, quando lo scorso 13/05 ha riattivato personalmente la corrente in uno stabile nel cuore di Roma, dopo che i contatori erano stati bloccati per un debito di oltre 300.000,00 Euro accumulato dalle centinaia di famiglie occupanti morose. E dopo questa manna arrivata da San Pietro, subito si è riaccesa la diatriba tra i sostenitori del diritto di credito dell’utility gestrice e i difensori delle centinaia di persone occupanti in condizioni di vita precarie ed angoscianti.

Ma ripercorriamo quanto accaduto.


UN CASO INSIDIOSO E CONTROVERSO


L’intervento del Cardinale Krajewski è senz’altro esemplare e rappresenta un unicum nel suo genere, in una società incentrata sull’apparire e poco avvezza alla solidarietà e al “volemose bene”.

Pensa che responsabilità venire definito da Papa Francesco in carne ed ossa come il prolungamento del suo cuore, la sua longa manus che raggiunge i poveri, diseredati e gli ultimi e porta loro il sorriso, una carezza e la misericordia del Padre celeste.


Non un vescovo da scrivania insomma, ma un “pop-porporato” sempre in trincea al servizio della gente che soffre.

Così, consapevole della sua investitura e del suo ruolo sulla terra, lo scorso 13/05 questo cardinale “sovversivo” si è calato nella botola, ha rimosso i sigilli del contatore e riattivato la luce, lasciando un biglietto in cui si assumeva la paternità del gesto.


PRO O CONTRO?


Subito il nome di questo cardinale polacco è balzato agli onori della cronaca, scatenando un acceso dibattito nell’opinione pubblica.

C’è chi ha contrapposto al rispetto dei diritti umani il furto di energia e danneggiamento della cabina elettrica, con conseguente violazione del diritto di sicurezza.

Chi invece si chiede se sia più illegale il fatto che le famiglie morose abbiano occupato il palazzo a seguito della perdita del posto di lavoro o la situazione di estrema disperazione e disagio che le ha condotte a tale inettitudine (con tanto di esame di coscienza per i responsabili).

Il porporato caritatevole si è beccato un esposto dalla ACEA, ma cosa sarebbe accaduto se a compiere questo beau geste fosse stato un cittadino mosso dalla pietà e compassione?

Insomma, mi domando qual è il limite tra l’abusivismo da debellare e la povertà dilagante da non ignorare!

GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI


La “mano di Dio” si è manifestata nell’ex palazzo INPDAP, da tempo in condizioni di abbandono ed occupato nel 2013. Esso ospita laboratori culturali e teatrali e su sette piani convivono 450 persone ed un centinaio di minori; non solo stranieri ma anche italiani in crisi economica e senza un lavoro che chiedendo per 13 lunghi anni una mano alle istituzioni, alla fine, non ricevendo alcun riscontro, si sono mossi da soli, per cercare di non perdere anche quel briciolo di dignità rimasta.


NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI SEMPRE MENO DIN-DIN-DIN: RAPPORTO ISTAT SULLA POVERTA’ 2018


Il 18/06 scorso l’ISTAT ha pubblicato i dati sulla povertà in Italia nel 2018: ebbene sono 5 milioni le persone (tra italiani e stranieri) che vivono in condizioni di povertà assoluta (il picco si registra al Sud), e per quanto questo dato abbia raggiunto una certa stabilità negli ultimi 3 anni, siamo ai livelli massimi dal 2005.

Se è vero, come canta Betty Curtis, che i soldi danno “salute e figli maschi perché chi ha tanti soldi vive come un pascià e a piedi caldi se ne sta”, la povertà comporta che si tagli proprio sulle spese mediche e che non si mettano al mondo eredi. Secondo l’ISTAT nel 2018 si contano 140.000 nati in meno rispetto al 2008. L’Italia è sempre più un paese di ultracentenari e si prevede che nel 2050, di questo passo, ci saranno 6 milioni in meno di persone in età da lavoro.

Aspettando un pronto intervento, l’esercito dei poveri avanza!

LA MOROSITA’ CONDOMINIALE. QUALCHE DATO NELL’AMBITO DEL RECUPERO CREDITI STRAGIUDIZIALE


Ciò che è accaduto un mese fa mi porta inevitabilmente ad affrontare il quanto mai attuale tema della morosità condominiale, specie in ambito di recupero crediti stragiudiziale.

Da un’analisi pubblicata lo scorso 24/05 da Facile.it emerge che nel 2018 ci sono stati 120.000 utenti morosi che hanno cercato di cambiare fornitore di energia. Tra di loro si annidano in parte i cd. TURISTI ENERGETICI, ossia coloro che passano da un operatore all’altro senza pagare deliberatamente alcuna fattura, ed in parte coloro che si trovano in gravi condizioni economiche e che sono impossibilitati ad onorare il debito. Ciò si traduce inevitabilmente nell’aumento di pratiche affidate dalle Utilities luce e gas alle agenzie di recupero crediti.

A livello geografico, chi troviamo sul podio dei consumatori morosi?

La medaglia di bronzo se la aggiudica la Campania (4%), al secondo posto si colloca la Sicilia (7,4%) mentre vince la classifica la Calabria (8,9%).


MOROSI: OCCHIO AL CMOR!


Da qualche anno, per debellare il dilagante turismo energetico, è stato introdotto il Corrispettivo di morosità (Cmor). Si tratta di un meccanismo, noto alla stragrande maggioranza delle agenzie di recupero crediti e un po’ meno al consumatore, che consente ai fornitori di energia di recuperare dal cliente moroso parte degli importi delle bollette non saldate, anche nell’ipotesi in cui questi riesca a cambiare operatore.

Attraverso il SII (Sistema Informativo Integrato), il fornitore uscente ha la possibilità di presentare domanda di indennizzo per il recupero delle bollette rimaste impagate dal cliente. Il SII valuta la legittimità della richiesta e qualora avvallasse la stessa, l’indennizzo forfettario verrà inserito dal nuovo fornitore nella bolletta del cliente moroso (che, il più delle volte, si ritroverà con una fattura salatissima tra le mani).

In genere il Cmor viene inserito in un periodo variabile tra i 6 e i 12 mesi, arco temporale stabilito per legge per lasciare ai clienti la possibilità di saldare il debito pregresso, molto spesso mediante dilazioni di pagamento.


LA MOROSITA’ CONDOMINIALE: I PUNTI DI FORZA DI CREDIT TEAM, AGENZIA DI RECUPERO CREDITI A BRESCIA E MILANO


Moltissime delle posizioni che gestisco in qualità di responsabile dell’area recupero crediti in Credit Team riguardano proprio i condòmini, verso i quali abbiamo maturato una solida competenza ed una soddisfacente performance di recuperato.

In Credit Team, i nostri specialisti del credito partecipano, tra l’altro, alle assemblee condominiali, allo scopo di fare focus sul debito arretrato e proporre soluzioni di rientro per addivenire ad un accordo bonario che permetta di onorare il debito accumulato dai vari condòmini.

La possibilità di presenziare alle assemblee al di fuori dell’orario di lavoro, consente all’amministratore e ai condomini stessi di poter interfacciarsi con un referente di fiducia, mentre il servizio di email-alert permette di scadenzare i vari pagamenti e mantenere un costante contatto con la controparte debitrice.


FORSE NON SAPEVI CHE…


Quando in uno stabile ci sono condòmini morosi, l’amministratore di condominio è tenuto a fornire senza ulteriore indugio all’agenzia di recupero credito incaricata di definire l’esposizione debitoria quanto segue:

  • dettaglio dell'ultimo rendiconto di gestione approvato dall'assemblea condominiale (con indicazione del saldo debito/credito del singolo condòmine) e verbale dello stesso;
  • elenco dei condòmini morosi alla data dell’affido della posizione con importo suddiviso tra: - spese di gestione approvate; - spese su preventivo; - spese su lavori straordinari;
  • dettagliata documentazione dell'attività svolta dall’amministratore medesimo per il recupero dei crediti condominiali morosi.

A seguito dell’intervento dell’agenzia di recupero crediti, l’amministratore dovrà convocare urgentemente un'assemblea condominiale straordinaria al fine di definire il pagamento dello scaduto e, in caso di inerzia, l’agenzia di recupero crediti procederà ad agire per il recupero coattivo del credito nei confronti dei singoli condòmini solventi, in forza dell’obbligazione solidale che fa capo agli stessi.


CASE HISTORY DI UN COMPLESSO DISAGIATO. L’INTERVENTO DI CREDIT TEAM SRL, SOCIETA’ DI RECUPERO CREDITI STRAGIUDIZIALE A BRESCIA E MILANO.


Un paio di anni fa Credit Team, agenzia di recupero crediti stragiudiziale con sede a Brescia e Milano, ricevette un mandato per il recupero dei crediti nei confronti di un Condominio milanese affollato da famiglie in gravissime condizioni economiche, che avevano accumulato numerosi debiti nei confronti di una società fornitrice di energia elettrica lombarda la quale, analogamente alla ACEA di Roma, aveva finito per interrompere repentinamente la fornitura. In quel caso però non ci fu nessun Cardinale Krajewski a ripristinare eroicamente lo status quo ante e dare una passata di spugna al debito arretrato.

Le modalità operative ricevute erano precise, dettagliate e ferree, per evitare disparità di trattamenti tra i vari condòmini nella cancellazione del debito: esse prevedevano l’acconto iniziale del 30% del capitale dovuto, allo scopo di ripristinare il servizio di teleriscaldamento e un piano di rientro sul residuo da dilazionare sino a un massimo di 12 rate.

Condizioni forse impraticabili per famiglie con disabili, che faticavano ad arrivare a fine mese e che avevano ammassato bollette arretrate per un valore di oltre 5000,00 Euro, ma non impossibili con un’adeguata mediazione ed un’elevata dimostrazione di buona volontà per estinguere il debito arretrato e rimettersi alla pari con le bollette più recenti.

Così, per quanto la maggior parte delle famiglie debitrici non fosse in grado di versare l’acconto del 30% in un’unica soluzione (se non con l’aiuto di parenti), attraverso più versamenti a deconto dell’esposizione debitoria, siamo stati in grado di monitorare le varie posizioni e permettere non solo la formalizzazione ed il rispetto totale del piano di rientro, ma anche il ripristino della fornitura.


CREDIT TEAM SRL: DIFFUSORI DEL RECUPERO CREDITI STRAGIUDIZIALE ETICO


In Credit Team attuiamo un modello di recupero crediti etico e rispettoso della persona. Ciò si traduce in una gestione del credito attenta alla situazione finanziaria della controparte ma ugualmente incisiva, ben scandita nelle fasi di monitoraggio e nello sviluppo della posizione ed orientata a salvaguardare l’immagine della mandante.

In Credit Team il recupero crediti stragiudiziale è etico perché la legalità ed il rispetto del debitore viaggiano sul medesimo binario (non sai come funziona il recupero crediti stragiudiziale in Credit Team? Scopri di più cliccando sul link https://www.creditteam.eu/servizi/gestione-dei-crediti-commerciali).


RECUPERO CREDITI DELLA MADONNA:


Per restare in ambito ecclesiastico, tutt’altro che etico è invece il recupero dei crediti messo in atto dal Vescovo di Mileto e dal reggente della Chiesa della Madonna del Rosario di Tropea che lo scorso 31/05 sono stati accusati di tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose esercitata su un povero debitore e la figlia disabile, allo scopo di farsi restituire un prestito di circa 9.000,00 elargito nel 2013.

Papa Francesco starà certamente scuotendo vorticosamente la testa alla scoperta di tale notizia!


IN CONCLUSIONE..


Il recupero crediti stragiudiziale, affondando le proprie radici nel tessuto sociale, rappresenta uno specchio dei cambiamenti delle condizioni patrimoniali e delle realtà lavorative degli italiani..

Ricchi e poveri, creditori e debitori, primi e ultimi. .

Così lontani, così vicini, con molte differenze ma anche una similitudine. .

Lo sapeva bene Orazio che oltre 2000 anni fa ricordava che .

Con la ricchezza aumentano le preoccupazioni. Con la povertà non diminuiscono.”



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Autore:
Giancarlo | Direzione Operativa Recupero Crediti

 


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